Sempre più proprietari guardano con entusiasmo l’idea di preparare personalmente i pasti del proprio gatto: carne fresca, pesce, verdure, riso sembrano un modo sano e naturale per prendersi cura dell’animale. C’è un certo fascino nel pensare che ciò che mettiamo nella ciotola sia scelto e cucinato da noi, senza additivi o conservanti. Tuttavia, dietro a questa buona intenzione si nascondono alcune insidie: il gatto non è un piccolo umano e i suoi bisogni nutrizionali sono molto specifici. Dare per scontato che “quello che mangiamo noi va bene anche per lui” può portare a carenze gravi o problemi di salute. A differenza dei cani, che sono più adattabili e onnivori, i gatti sono carnivori obbligati: richiedono proteine animali in quantità elevate e nutrienti specifici che solo determinati alimenti possono garantire. Ciò significa che un approccio “casalingo” richiede conoscenze precise e molta attenzione: quello che va bene per il cane non sempre va bene per il gatto.
Bilanciare i nutrienti: proteine, grassi e carboidrati
Il primo aspetto da considerare è il bilanciamento dei nutrienti. I gatti sono carnivori obbligati: hanno bisogno di proteine di origine animale in quantità adeguata, con una giusta proporzione di grassi. Carboidrati e cereali, che nella nostra dieta quotidiana sono presenti in abbondanza, devono essere limitati. Preparare un pasto casalingo significa quindi conoscere bene le quantità di carne o pesce da proporre, i grassi utili e le eventuali fonti di carboidrati, senza improvvisare.






