Chiunque abbia fatto acquisti in un negozio di animali sa bene quanto possano essere accattivanti le confezioni di cibo per gatti: immagini di carni fresche, slogan come “naturale” o “premium”, colori vivaci che promettono salute e benessere. Ma la verità non sta mai sulla parte frontale della scatola: quello che conta davvero si trova in piccolo, sul retro, dove sono elencati gli ingredienti e i valori nutrizionali. Le etichette, infatti, non sono un optional: sono obbligatorie per legge. In Italia, il Codice del Consumo stabilisce che tutte le informazioni riportate sui prodotti destinati ai consumatori debbano essere chiare, leggibili e disponibili almeno in lingua italiana. Questo significa che ogni proprietario ha il diritto – e diremmo anche il dovere – di leggere con attenzione cosa sta realmente acquistando. Imparare a farlo non è complicato e permette di distinguere un alimento davvero nutriente da uno che, dietro a slogan accattivanti, nasconde ingredienti di qualità scadente.

Completo o complementare? La prima distinzione da fare

La prima cosa che bisogna controllare su un’etichetta di cibo per gatti è se l’alimento sia “completo” o “complementare”. La differenza è cruciale: un alimento completo è formulato per fornire tutti i nutrienti di cui il gatto ha bisogno ogni giorno, quindi può costituire da solo l’intera dieta. Un alimento complementare, invece, è pensato come integrazione, uno “snack” o un’aggiunta occasionale: può essere molto appetitoso, ma non equilibrato dal punto di vista nutrizionale. Dare soltanto alimenti complementari significa esporsi al rischio di carenze importanti. È una distinzione semplice, ma spesso trascurata: leggere quella parola sull’etichetta cambia completamente il valore del prodotto che stiamo acquistando.