LAS VEGAS. Nei saloni del casinò e centro convegni The Venetian, durante la sua conferenza annuale Discover, Hewlett Packard Enterprise (HPE) ha lanciato una sfida ai nuovi imperi dell'intelligenza artificiale: la prossima battaglia non sarà soltanto per il modello più potente o il processore più performante, ma per tutta l'infrastruttura che lo rende possibile. I server, lo storage e gli apparati di rete, cioè le tre componenti di un centro di calcolo, tornano fondamentali, secondo l'azienda. Mentre i nuovi "over the top" dell'IA come OpenAI e Anthropic, costruiscono cervelli digitali, HPE invece vuole controllarne il sistema nervoso, cioè l'infrastruttura tecnologica. E c'è un motivo se pensa di riuscire a farlo.

Come ha detto dal palco del Venetian l'amministratore delegato dell'azienda, l'argentino (di origini italiane) Antonio Neri, «Oggi stiamo assistendo a uno dei più grandi cambiamenti di piattaforma tecnologica della storia. I carichi di lavoro e le applicazioni si stanno spostando dall'essere guidati dagli utenti finali all'essere guidati sia dagli utenti finali sia dagli agenti IA». Questa premessa ha una serie di conseguenze, secondo il numero uno di HPE. Significa innanzitutto che «presto, credo, saremo responsabili di migliaia di agenti che faranno parte della forza lavoro aziendale, operando in ogni funzione».