L’intelligenza artificiale è uscita dalla fase delle prove isolate. Le imprese non chiedono più soltanto di sperimentare un chatbot, creare un assistente virtuale o automatizzare una singola attività. Vogliono capire come portare l’IA dentro i processi, come farla lavorare insieme alle persone, come usarla per ridurre i costi e come evitare che produca nuovi rischi.

È questo il quadro emerso al ServiceNow AI Summit, l’evento organizzato da ServiceNow a Milano per raccontare la propria strategia sull’IA agentica, sull’orchestrazione dei workflow e sulla cybersecurity. Un quadro meno lineare di quanto spesso venga raccontato. Perché il mercato non si muove tutto alla stessa velocità. Alcune aziende hanno già piattaforme, processi e strutture consolidate. Altre arrivano ora e possono costruire da zero progetti già pensati per l’intelligenza artificiale.

“Il mercato si muove a due velocità”, spiega Filippo Giannelli, Area VP for Italy & Israel, Country Leader Italy di ServiceNow. Da un lato ci sono le imprese che devono cambiare modo di lavorare, mentalità e processi interni. Dall’altro ci sono contesti in cui l’IA non può attendere i tempi lunghi del change management, a partire dalla cybersecurity. “Il cyber non aspetta”, sottolinea Giannelli, perché chi attacca non aspetta che le aziende completino la trasformazione.