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Il flop austriaco delle Rosse richiede un riscatto immediato ma le prossime tappe non offrono grandi speranze
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Oscurata dalla Red Bull (ma anche dalla McLaren...) nel ruolo di prima sfidante della Mercedes, a Spielberg la Ferrari ha lasciato a bocca aperta non tanto per l'involuzione dopo la vittoria di Barcellona, quanto per lo sviluppo anomalo e a tratti sconcertante del suo weekend austriaco. In ritardo sulla concorrenza nelle prove libere del venerdì, da prima fila in qualifica, poco incisiva e mai in lotta per il podio (pur con due macchina nelle prime tra caselle della griglia di partenza, appunto. A ruote ferme piloti e management della Scuderia hanno parlato di power unit non all'altezza di quelle dei rivali (Mercedes e Ford/RB) e di strategia errata. Va a finire che la bella vittoria di Hamilton a Barcellona finisce per ridursi ad un exploit invece che - come motli speravano - dare il via ad una tendenza.
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