Il valore della Ferrari lo mostrano i cronometri, le classifiche. Sono dati mortificanti. Poi ci sono le parole che precedono e seguono ogni prestazione. Una sequenza a questo punto tragicomica di ragionamenti buoni per illudere, per indicare prossimi vaghi progressi, per trattare brevi, ininfluenti frazioni di corsa nelle retrovie, come indizi di non si sa quale ingrediente che domani, massimo dopodomani, ci renderà felici. Persino ieri, con due macchine da schierare in una modestissima sesta fila, precedute da 7 team diversi, Vasseur ha fatto riferimento a un rassicurante passo gara, senza fornire una sola spiegazione a proposito dei motivi che inchiodano Leclerc e Hamilton tra i comprimari di Imola.