Pax Silica entra nella strategia europea per la sovranità tecnologica: con la firma della dichiarazione, la Commissione europea porta l’Ue dentro un’iniziativa internazionale che lega AI, semiconduttori, infrastrutture digitali e sicurezza delle supply chain. Non è un passaggio solo diplomatico. È un tassello della nuova politica industriale europea, costruita intorno a un principio ormai esplicito: la competitività digitale dipende dalla capacità di controllare le tecnologie critiche, o almeno di ridurre le dipendenze più esposte.La Commissione ha firmato la Pax Silica Declaration a nome dell’Unione europea il 25 giugno 2026. L’obiettivo dichiarato è cooperare con partner globali per rafforzare la sicurezza dell’AI e delle catene di fornitura. Il punto politico è chiaro. L’intelligenza artificiale non si gioca solo sui modelli, sui dati o sulle applicazioni. Si gioca anche sulle basi materiali che rendono possibile il calcolo: chip, data center, energia, connettività, manifattura avanzata e componenti strategiche.La scelta arriva a poche settimane dal pacchetto europeo sulla sovranità tecnologica. Bruxelles ha presentato il Technological Sovereignty Package il 3 giugno 2026. Dentro ci sono il Chips Act 2.0, il Cloud and AI Development Act, la strategia open source e la roadmap su digitalizzazione e AI nell’energia. Pax Silica si innesta quindi in una cornice già definita. L’Ue vuole diventare un continente dell’AI, ma sa che questa ambizione richiede infrastrutture, filiere e alleanze.Indice degli argomenti