La Commissione europea ha aderito a Pax Silica, l’accordo voluto dagli Usa su chip e IA. Nessun media ha dato notizia della lunga discussione tra i governi della Ue. E l’opinione pubblica europea ha scoperto un’alleanza tecnologica strategica a cose fatte.
Chi ha aderito alla Pax Silica
Il 23 giugno la Commissione europea, insieme a Germania e Grecia, ha firmato a Washington l’adesione a Pax Silica, l’alleanza tecnologica guidata dagli Stati Uniti su semiconduttori, minerali critici e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’Olanda ha aderito separatamente lo stesso giorno. Se la Germania ha sottoscritto l’intesa come prima potenza manifatturiera europea, la Grecia lo ha fatto sulla base della Dichiarazione di sicurezza economica bilaterale con Washington del 7 novembre 2025, citata dal sottosegretario di stato Usa per gli Affari economici Jacob Helberg, che della Pax Silica è il promotore, come un precursore diretto dell’accordo.
Si tratta di una tra le decisioni di allineamento tecnologico più ampie prese dall’Unione europea nell’ultimo decennio. E quasi nessuno l’ha vista arrivare.
Un percorso istituzionale, non un’imboscata







