Gli Stati Uniti non considerano più l’intelligenza artificiale un semplice settore industriale, ma una nuova infrastruttura geopolitica dell’Occidente. La decisione europea arriva mentre Washington accelera la costruzione di una rete di alleati per mettere in sicurezza filiere, risorse e standard dell’AI

L’Unione europea si avvia a entrare in Pax Silica, l’iniziativa lanciata dall’amministrazione Trump per coordinare tra Paesi partner le componenti strategiche dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale. Dopo mesi di pressioni da parte americana, gli ambasciatori dei Ventisette hanno autorizzato la Commissione europea a firmare l’adesione al programma. Il passaggio finale è atteso la prossima settimana, quando i ministri europei competenti saranno chiamati a dare il via libera definitivo.

La decisione segna un cambio di passo per Bruxelles. Quando Pax Silica venne presentata lo scorso dicembre, l’Unione aveva scelto di restare alla finestra. Oggi, invece, si prepara a entrare in un’iniziativa che Washington considera sempre più centrale nella competizione tecnologica e internazionale.

Le dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni da esponenti dell’amministrazione americana aiutano a comprendere il significato politico della scelta europea. L’ambasciatore statunitense presso l’Unione europea, Andrew Pudzer, ha per esempio inserito Pax Silica nella stessa cornice che comprende difesa, accordi commerciali e cooperazione sui minerali critici. Nella sua lettura, il rapporto transatlantico si starebbe tutt’altro che restringendo: questi come Pax Silica sono i nuovi ambiti di integrazione strategica.