Roberto partiamo dalla storia di Ce Sta Sempe Na Via un progetto narrativo in musica che accompagna una evoluzione interiore ed esteriore: come è nato? Come ci hai lavorato?

E’ nato come nascono i miei dischi in generale, non mi pongo mai filone narrativo da seguire, non so forzare le canzoni per poi racchiuderle in uno schema, sono legato a quello che mi accade intorno; tanti spunti per le canzoni sono venuti in maniera inconsapevole da persone che non si accorgevano della magia che trasmettevano. Pe’ fà ammore na volta me la ha ispirata un signore di 93 anni che mi ha portato a fare in giro in Panda e si lamentava della vita moderna: l’idea di una vita di per fare fare l’amore una volta mi è sembrata teatro. L’esigenza narrativa viene dalla strada.

La casa sull’Albero mi ha ricordato Il Barone Rampante di Italo Calvino: è un fuga dalla realtà o è un punto privilegiato per vederla meglio?

Io penso alla fuga dalla realtà, è la mia fuga di evasione: siamo soggetti agli urti della vita e la mia casa sull’albero è protezione.

Tutt’’o Core mio trasmette un senso di spaesamento, il protagonista è disorientato: quel “bona fortuna core mio” è la resa?