Non sentire, non vedere e non potersi muovere.

Resistere, farsi forza, sotto tonnellate di macerie e per 42 ore, fino a cedere e decidere che ormai è meglio pregare di morire.

Poi, scoprire che la tua preghiera è stata ascoltata, ma esaudita in modo inatteso.

Una vibrazione diversa.

Non un’altra scossa, ma il raschiare di qualcuno che scava.