«Gli articoli pubblicati dalla Gazzetta negli ultimi giorni hanno avuto il merito di riportare al centro del dibattito pubblico una questione fondamentale per il futuro della nostra città: Messina dispone di un patrimonio economico, professionale e imprenditoriale di assoluto rilievo, ma continua a incontrare difficoltà nel trasformare queste potenzialità in sviluppo stabile, occupazione e crescita diffusa». Interviene nel dibattito anche il presidente dell’Ordine dei commercialisti, Enrico Spicuzza, secondo il quale «il tema dei “capitali fermi” non rappresenta soltanto una fotografia dell'economia cittadina. È, soprattutto, un invito a riflettere su quale debba essere il modello di sviluppo che Messina intende costruire nei prossimi decenni».Per Spicuzza, «i commercialisti rappresentano un osservatorio privilegiato dell'economia reale. Ogni giorno assistono imprese, professionisti, enti del Terzo Settore, startup, lavoratori autonomi e pubbliche amministrazioni, accompagnandoli nelle fasi di crescita, innovazione, investimento, riorganizzazione e superamento delle difficoltà. È un patrimonio di competenze che l'Ordine mette a disposizione dell'intera comunità. Messina si trova oggi davanti ad una delle più importanti occasioni di rilancio della propria storia recente. Il progetto di realizzazione del Ponte sullo Stretto, assieme alle opere compensative e agli interventi infrastrutturali collegati, costituisce una straordinaria opportunità per ripensare il ruolo della città nel Mediterraneo. Tuttavia il Ponte, se davvero partirà, da solo non sarà sufficiente. Le grandi infrastrutture producono sviluppo soltanto se il territorio è capace di programmare, attrarre investimenti e costruire un ecosistema favorevole alle imprese, al lavoro e all'innovazione».
Il futuro di Messina, l’ordine dei commercialisti: «Si convochino gli Stati generali dell’economia»
«Gli articoli pubblicati dalla Gazzetta negli ultimi giorni hanno avuto il merito di riportare al centro del dibattito pubblico una questione fondamentale per il...







