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«L’analisi del professor Dario Latella, fondata sui dati del Rapporto della Banca d’Italia sull’economia siciliana, offre lo spunto per alcune riflessioni sulle ipotesi di sviluppo di cui oggi Messina ha bisogno». Il dibattito si è aperto in città e a intervenire è il segretario provinciale del Pd.

«C’è innanzitutto un dato interessante – sottolinea Armanndo Hyerace –: Messina non è una città priva di risorse. Dispone di un patrimonio economico, umano e produttivo rilevante, ma non riesce ancora a trasformarlo in sviluppo stabile, occupazione qualificata e crescita diffusa. Il problema, dunque, non è soltanto la scarsità di risorse, ma l'assenza di una visione strategica e di una vera politica industriale. Anche la fotografia delle principali aziende del capoluogo è significativa. Le imprese che guidano la classifica per fatturato operano prevalentemente nei settori dell'energia, della distribuzione commerciale, della sanità privata, della logistica e dei servizi. Sono realtà importanti, ma attorno ad esse non si è costruito un ecosistema capace di generare filiere produttive, innovazione diffusa, nuova imprenditorialità, ricerca e occupazione qualificata. Questa riflessione, però, non può fermarsi ai confini del capoluogo. Lo sviluppo di Messina deve essere pensato nella dimensione dell'intera area metropolitana. La città, i porti, l'Università, l'economia del mare, il turismo, le aree interne, i distretti agroalimentari, le Isole Eolie e i poli industriali della Valle del Mela costituiscono un unico sistema economico».