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La dote finanziaria è di quelle da capogiro, 1 miliardo di euro. E quando si parla di soldi, così tanti soldi, soprattutto in campagna elettorale, si pensa subito ad un libro dei sogni. La missione del vicepresidente del Pd al Senato, il siracusano Antonio Nicita, è quella di far comprendere come, invece, ci sia molta concretezza nel disegno di legge a cui ha lavorato e sta continuando a lavorare e che ha un nome evocativo: Messina porta del Mediterraneo. Non un'alternativa al Ponte sullo Stretto, quantomeno non tecnicamente – lo è politicamente –, ma un modo alternativo di spendere i soldi destinati al Ponte, quello sì, soprattutto se quei soldi, in questo frangente di stasi attorno alla grande opera, vengono già spesi in altro modo, come rivela lo stesso Nicita.

È questo il piatto forte del Centrosinistra e della sua candidata, Antonella Russo, nell'ultimo sabato di campagna elettorale (il prossimo ci sarà già il “silenzio” per legge che accompagna l'apertura delle urne). Slide dopo slide, Nicita mostra le premesse, i contenuti, ma soprattutto la sostenibilità tecnica e finanziaria di un disegno di legge che, spiega in premessa il segretario provinciale del Pd, Armando Hyerace, «segue un modello già applicato in altre parti d’Italia, considerando le condizioni di svantaggio di un territorio». E infatti, specifica il senatore Dem, «l’idea nasce da quella che abbiamo definito l’ipnosi del Ponte. Riusciamo a uscire da questa propaganda pensando a qualcosa che serva veramente a questa città, considerato che paradossalmente il dibattito sul Ponte ha cancellato dall’orizzonte politico proprio Messina?». Il punto di partenza è «una grande contraddizione: da una parte un valore sistemico molto importante, perché Messina è un nodo strategico nella rete Ten-T, tra le prime 10 province italiane per Kpi portuali, ha oltre 760.000 passeggeri da crociera ed è, in generale, tra le prime città europee per il traffico passeggeri; dall’altra, però, soffre una forte crisi strutturale, tra emigrazione giovanile, dispersione idrica estrema e tassi record di disoccupazione».