Cosa c’è in testa all’elenco delle cose da fare predisposto dalla giunta di Lorenzo Radice? C’è ancora il recupero dell’ex Manifattura, perché sulle osservazioni presentate dalla Soprintendenza e che hanno “bocciato” una parte del progetto si è già iniziato a ragionare con i proprietari dell’area per arrivare alle modifiche richieste. In occasione della presentazione della nuova Giunta un passaggio è stato dedicato all’ex Manifattura. Sarà necessario ragionare fin da subito sugli aspetti che non avevano superato l’esame della Soprintendenza. "Dopo la presentazione pubblica della bozza di progetto eravamo arrivati alla Conferenza dei servizi, l’ultimo passaggio prima della conclusione dell’iter del piano attuativo – ha spiegato Lorena Fedeli, uno degli assessori confermati nella giunta Radice, in occasione della presentazione degli assessori -. Devo sottolineare che praticamente tutti i pareri raccolti erano stati favorevoli, con l’unica eccezione della Soprintendenza. Questo non ha però fermato in alcun modo il percorso, tanto che abbiamo già iniziato a valutare con la proprietà quali modifiche apportare".

Cosa aveva “bocciato” la Soprintendenza nel suo parere? In primis le tre torri, i tre edifici destinati alla parte residenziale che avrebbero superato anche i 60 metri di altezza. Una soluzione che alla Soprintendenza non è piaciuta perché considerata estranea alla realtà dell’ex opificio. Fedeli ha anche voluto mettere l’accento sulla volontà condivisa di Amministrazione e operatore privato: "Il rapporto che abbiamo stabilito con gli operatori non è un rapporto di contrapposizione ma di collaborazione che, per quanto ci riguarda, ha l’unico obiettivo di portare a casa un risultato utile alla città e ai legnanesi".