C'è un gran da fare nel centro-sinistra per confezionare una sua presentabilità politica vincente alle elezioni generali del prossimo anno. Dal campo largo vengono fuori alcuni bisogni propri.

Quello primario è sicuramente il potere. Senza potere il campo largo non può sussistere. Gli ultimi tempi ne dimostrano l'indifferibilità. Nell'immediato successivo emergono le carriere e i favoritismi che insieme fanno potere. Ma una proposta politica davvero seria dovrebbe piazzare ai primi posti i concreti bisogni del popolo e non i privilegi delle caste. Per la sinistra però il popolo è un disappunto politico e una dimenticanza storica. La recentissima scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, maiuscolità teologica e sapienza socio-politica, ha fatto ricordare la sua correttezza cristiano-morale espressa un po’ d'anni addietro quando alte quote della politica italiana desideravano la sua disponibilità a favorire la sfiducia al primo governo Berlusconi. Il Cardinale fu autentico e rispettò la democrazia italiana e non altro. Bisogna scartare la bassa politica e bisogna leggere tra le righe. Qui diventa obbligatorio, per non lamentarsi dopo, usare intelligenza personale per capire il vento che tira. Il rischio politico è notevole. C'è una domanda preliminare che è giusto farsi se si è popolo democratico. E la domanda è questa: uno schieramento politico che in cinque anni di opposizione ha criticato e denigrato la maggioranza di governo, e scrivendone d'ogni colore, ma senza offrire una proposta governativa autonoma e completa che credibilità può avere in una chiamata elettorale che deve trovare al primo e unico posto i bisogni dei cittadini e non la carriera e la fortuna dei pochi? Chi andrebbe a votare in favore del vuoto politico, in favore della mancanza di soluzioni, in favore dei privilegiati? Il centro sinistra punta a vincere, per poi anche vincere con il nuovo presidente della repubblica. Ma si tratta di desideri quasi personali di vittoria e non di servizio politico e di dedizione al bene pubblico. Ma domandiamoci un po’ tutti. Si può fare politica criticandosi di notte e di giorno? Che opposizione costruttiva e produttiva potrà mai essere quella che denigra il governo e le persone che stanno dall'altra parte e non si propone con un progetto governativo destinato costruttivamente a tutti.