Dopo la sconfitta del centrosinistra a Venezia e Reggio Calabria, è chiaro che il progetto del campo largo da solo, non basta. Per vincere occorre puntare su altri fattori. Uno di questi è il territorio. Lo spiega bene a Fanpage.it Gian Piero Travini, analista politico di Piave Digital Agency.

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La vittoria di Simone Venturini alle elezioni comunali di Venezia era inaspettata, a differenza del trionfo di Cannizzaro a Reggio Calabria. In entrambi i casi però si è trattato di candidati ben radicati nel territorio che hanno saputo mobilitare l'elettorato di centrodestra e convincerlo a recarsi alle urne. Cosa che non è accaduta con il centrosinistra, nonostante il successo al referendum. Il progetto del campo largo da solo, non basta. Per vincere il centrosinistra deve puntare su altri fattori. Uno di questi è il territorio. Lo spiega bene a Fanpage.it Gian Piero Travini, analista politico di Piave Digital Agency.

A questa tornata di amministrative, 116 Comuni sopra i 15mila abitanti sono andati al voto. Secondo i dati elaborati da Alessandro Fava, data scientist di Piave, il centrosinistra prima del voto ne governava 54, circa il 47%, assieme ad altri due Comuni guidati dal Movimento 5 Stelle. Il centrosinistra è riuscito a vincere al primo turno in 39 Comuni: 28 di questi sono conferme, come ad esempio Prato, Andria, Mantova e Salerno. Undici invece, sono stati conquistati al primo turno (Pistoia e Avellino sono i più importanti). In altri, una trentina, tra i quali Chieti, Lecco, Arezzo e Agrigento, si andrà al ballottaggio. Restano infine, i Comuni prima governati dal centrosinistra e che sono stati persi: undici in totale. Tra questi, Reggio Calabria che insieme a Venezia rappresentano le due vere batoste incassate dal campo largo. A Venezia tutti i sondaggi che davano Martella in vantaggio. Cos’è successo? Cosa è andato storto per il centrosinistra?