di

Gianni Santucci

L'assessore al Welfare e sanità di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, chiede un piano per gli anziani soli: «Solo nell’area dell’Ats di Milano ci sono quasi 450 mila over 75. Servono monitoraggio continuo, assistenza, capacità di intercettarli tutti, anche nei periodi di ferie

Guido Bertolaso, assessore al Welfare e sanità in Regione Lombardia, qual è la situazione negli ospedali?«Con dieci giorni di temperature largamente sopra la media abbiamo tutte le strutture sotto sforzo. Man mano che passano i giorni le criticità aumentano, soprattutto nei pronto soccorso: c’è un incremento degli accessi, a seconda delle zone, anche del 15-20 per cento. Con queste temperature, protratte così a lungo, i colpi di calore sono un problema e, soprattutto, tutte le fragilità e le patologie croniche si aggravano».I reparti sono attrezzati?«Questo periodo di maggiore stress coincide con i legittimi periodi di ferie del personale sanitario. Ovviamente gli ospedali avevano organizzato i turni e ogni struttura, come sta avvenendo, può sostenere situazioni di carico superiore alla media, ma ripeto, soprattutto i pronto soccorso ne risentono, con un aggravio di fatica e responsabilità».Cosa si potrà modificare nelle strategie future?«L’emergenza non è più estemporanea, ma cronica, e come tale andrà affrontata. Ci dobbiamo abituare al cambiamento climatico e impostare una gestione su questo scenario. Significa che le strategie per affrontare le ondate di calore andranno organizzate in modo stabile. I piani caldo, oltre a quello che stiamo già facendo come Regione Lombardia da fine maggio, dovranno diventare qualcosa di un po’ più strutturato: non da definire a seconda della stagione e delle previsioni, ma in campo a prescindere».Vale solo in estate?«Lo scorso inverno abbiamo avuto inondazioni, alluvioni, frane, eventi di freddo severo. Sono gli estremi che si accentuano e in qualche modo si stabilizzano, non sono più fenomeni improvvisi. Se ogni anno si ripetono le stesse cose, dobbiamo adattare le nostre risposte».Il tema riguarda esclusivamente gli ospedali?«No. Pensiamo al sacrosanto consiglio che diamo agli anziani: state per quanto possibile con aria condizionata o cercate luoghi più freschi. Ecco, per il futuro le strutture in grado di garantire una temperatura idonea alle persone fragili saranno da organizzare. Non bisogna pensare solo al refrigerio dei supermercati o dei centri commerciali: bisognerà individuare edifici e zone dove accogliere al fresco chi è più a rischio».Le persone seguono le raccomandazioni?«Purtroppo vediamo ancora molti che non si idratano come dovrebbero. Altro punto importante: non voglio andare contro le multinazionali, ma si deve bere acqua, non bibite gassate. La medicina migliore è l’acqua, e non troppo fredda. L’idratazione è di gran lunga il primo punto sul quale insistere. Poi anche per l’alimentazione bisogna avere cautela».In che termini?«Mangiare più frutta e verdura è fondamentale. Ma attenzione specifica alla conservazione: con il caldo alcuni cibi non sono consigliabili, e c’è maggior rischio che si alterino e vadano a male. Le nostre Ats hanno molti ispettori per la sicurezza alimentare che stanno facendo controlli sulla conservazione».Altre raccomandazioni?«Vedo troppi bambini al sole. Fino a 11-12 anni, meno stanno al sole e meglio è. Devono avere cappellini, creme, devono essere davvero protetti. Con le alte temperature bisogna stare il meno possibile al sole. Non vedo gran preoccupazione da parte delle famiglie su questo punto».Il tema degli anziani soli è l’altra emergenza cronica, e si aggraverà anno dopo anno. Come intervenire?«Abbiamo ormai un numero di anziani soli impressionante, direi quasi inaccettabile, alcuni non del tutto autosufficienti. Abbiamo moltissima assistenza domiciliare, è vero, ma anche lì bisogna trovare nuovi paradigmi, perché così non si può andare avanti. Solo nell’area dell’Ats di Milano (che comprende anche Lodi, ndr) ci sono quasi 450 mila over 75. Servono monitoraggio continuo, assistenza, capacità di intercettarli tutti, anche nei periodi di ferie. È un altro tema che non si può affrontare ogni volta a maggio. La strategia andrà pianificata per anni, e organizzata a livello nazionale».