Il tempo scorre veloce e la sanità toscana cerca di stare al passo. Martedì 30 giugno gli obiettivi del Pnrr dovranno essere raggiunti, tra cui l’attivazione di case e ospedali di comunità, i due pilastri della rivoluzione della sanità territoriale. Ieri è stato messo un altro tassello: l’apertura dell’ospedale della comunità al San Giovanni di Dio. A guidare la visita, il direttore generale dell’Asl Toscana centro Valerio Mari e il direttore del San Giovanni di Dio, Simone Naldini. Alla presenza del governatore Giani, l’assessora Monni e la sindaca Funaro. Sedici posti letto, cinque camere e una stanza visita. È il nuovo reparto ricavato al 4° piano del Padiglione Vespucci, al posto di un preesistente reparto di degenze che è stato riqualificato con un investimento di 450mila euro.
Aperto 7 giorni su 7, h24 con degenze a bassa intensità di cura e a rapido turn over, servirà per accogliere chi è stato dimesso da un altro ospedale ma non potrà ancora tornare a casa, persone fragili e malati cronici. L’Ospedale di Comunità comprende un bacino di utenza di 80mila abitanti nelle zone distretto Firenze e Firenze nord ovest.
I pazienti provengono da reparti di degenza per acuti o post-acuzie di strutture ospedaliere che hanno bisogno ancora di assistenza infermieristica continuativa o necessitano di assistenza nella somministrazione di farmaci, compresi i pazienti segnalati dal Pronto Soccorso; possono essere pazienti che nella gestione di presidi e dispositivi necessitano affiancamento, educazione ed addestramento prima del ritorno al domicilio. L’Ospedale di Comunità assicura anche interventi di riabilitazione e fisioterapici di riattivazione motoria e cognitiva. Offre ospitalità anche a pazienti con patologie cronicizzate, provenienti dal domicilio su segnalazione del medico di famiglia e ad anziani in situazioni di complessità assistenziale.











