HomeGrossetoCronacaGrosseto, i servizi sul territorio. Le Case della comunità diventano operativeLe sedi sono in via Don Minzoni e a Villa Pizzetti, dove entra in funzione anche l’ospedale con 20 posti letto. Ecco gli ambulatori presentiVilla Pizzetti ospita la Casa di comunità e anche l’Ospedale di comunitàRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGrosseto, 24 giugno 2026 – La sanità territoriale grossetana cambia volto con la piena operatività delle Case della Comunità Hub di via Don Minzoni e di Villa Pizzetti e con l’attivazione del nuovo Ospedale di Comunità. Un sistema integrato di servizi che punta a rafforzare la presa in carico dei pazienti, ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso e garantire cure più vicine ai cittadini.

Investimenti e servizi delle nuove strutture

“Le due strutture – si spiega dalla Direzione della Asl –, completamente rinnovate, rappresentano oggi i principali presìdi della nuova organizzazione della sanità di prossimità in città. Gli investimenti complessivi superano i 6 milioni di euro, con oltre 1,7 milioni destinati alla Casa della Comunità di via Don Minzoni e più di 1,5 milioni per quella di Villa Pizzetti, a cui si aggiungono circa 2,8 milioni per la realizzazione del nuovo Ospedale di Comunità. Le Case della Comunità Hub garantiscono un’assistenza sanitaria e sociosanitaria articolata e continuativa, con servizi attivi sette giorni su sette e una copertura medica h24. All’interno delle strutture trovano spazio il Punto di Intervento Rapido (Pir) per le urgenze a bassa complessità, gli ambulatori specialistici dedicati alle principali patologie croniche come cardiologia, pneumologia, diabetologia e neurologia, oltre al Punto Unico di Accesso (Pua), al Cup, agli ambulatori infermieristici con punto prelievi e ai servizi di assistenza domiciliare. Elemento chiave del nuovo modello è anche il numero unico europeo 116117, attraverso il quale la Centrale regionale di continuità assistenziale indirizza i cittadini verso la struttura più appropriata, contribuendo a una gestione più efficace dei bisogni non urgenti e alla riduzione della pressione sui pronto soccorso”.