Mica qualche sassolino da togliere dalle scarpette di Casa Riformista?
"Almeno tre - avvisa il renziano Gianni Ulivelli -. Non capisco perché la coalizione di centrosinistra si ostini a non voler fare una analisi approfondita del contesto territoriale. Negli ultimi 80 anni Arezzo ha conosciuto nella Prima Repubblica un solo sindaco del Pci, poi solo socialisti. E nella Seconda, sindaci professionisti: Ricci, Lucherini, Fanfani, Ghinelli...e ora Comanducci. Tutti profili con un imprinting non di gente che vive di politica. Il centrosinistra perde le elezioni da una vita per questo aspetto. Anche con Bracciali o Bettoni, che al primo turno pur avevano un gran vantaggio. Ormai l’antipolitica si è infiltrata a tutti i livelli. Tirando le somme: Ceccarelli è un politico, non un professionista (non a caso in coalizione abbiamo sostenuto l’imprenditore Stefano Tenti), e la sua candidatura non ha trovato corrispondenza in ciò che gli elettori andavano cercando".
Bene tutto, ma andrebbe anche spiegato perché Casa Riformista alle regionali ha preso il 10% e poi alle Comunali manco è entrata in consiglio comunale, no?
"Semplice: abbiamo perso per strada 800 voti d’opinione, confluiti nei 9mila di Donati. Faccio notare che lui, tra il 2020 e il 2026, ha guadagnato mille voti disgiunti, non delle liste".








