Maceratese di nascita, civitanovese di adozione, Mauro Cicarè insegna Arte del Fumetto all’Accademia di belle arti di Macerata, dove lui stesso si è diplomato in scenografia nel 1981. Da quarant’anni pubblica storie a fumetti, disegna copertine di libri e di dischi (uno anche per Lucio Dalla), realizza illustrazioni per note case editrici e per riviste italiane e straniere. Ha pubblicato libri con testi di Vincenzo Mollica, Angelo Ferracuti, Carlo Lucarelli ed altri. Dal 1987, anno della sua prima mostra, "Disegni e di Suoni", espone in gallerie e rassegne d’arte in Italia e all’estero. Nel 2000 è stato ideatore, poi per cinque anni docente, del Laboratorio del Fumetto di Civitanova (il primo nelle Marche) e in seguito ha insegnato alla scuola di illustrazione "Ars in Fabula" di Macerata.
Professor Cicarè, una volta un alunno che prendeva un brutto voto a scuola lo si rimproverava dicendo: “Leggi i fumetti e non studi!”. Oggi il fumetto lo si studia addirittura in Accademia. A cosa è dovuto questo cambiamento?
"Il fumetto è stato a lungo ingiustamente colpevolizzato, tanto da essere ritenuto addirittura destabilizzante per i più giovani. Poi, per fortuna, si è registrata una evoluzione culturale. Le generazioni di ragazzi di un tempo, che – al contrario di quelli di oggi – avevano poco, sognavano ad occhi aperti leggendo Corriere dei Piccoli, Il Monello, L’Intrepido e storie a fumetti di Tex o Braccio di Ferro. Direi di più: quelle letture, ricche anche di critica sociale, contribuivano a sviluppare in loro l’empatia e il pensiero critico. Oggi il fumetto è universalmente riconosciuto quale “nona arte”, in grado di rivolgersi a tutte le fasce d’età".







