Non c’è pace per la scuola tifernate e a nulla sembra essere valsa, per ora, la sentenza del Tar dell’Umbria del 29 maggio che ha annullato il dimensionamento scolastico del commissario ad acta. Nonostante questa pronuncia, però, niente è cambiato. Ad accendere una nuova polemica, dopo le proteste, le petizioni e le battaglie legali, è la recente pubblicazione dei provvedimenti sulla determinazione dell’organico del personale Ata e degli avvisi per la mobilità dei dirigenti scolastici: l’Usr per l’Umbria ha infatti proseguito l’attività amministrativa basandosi proprio sulla rete scolastica che era stata annullata dal Tar, confermando nei fatti l’illegittima cancellazione della "Alighieri-Pascoli" e delle direzioni didattiche. Dai codici meccanografici risultano operative le sedi dell’Istituto Comprensivo 1 e dell’Istituto Comprensivo 2, ossia la struttura organizzativa prevista nel piano cancellato dal Tar. "Un’impostazione che contrasta con gli effetti della sentenza, che imponeva il ripristino della precedente rete scolastica a tre istituti autonomi": dice il Comune che ha deciso di passare tempestivamente alle vie legali. "A tutela della comunità, degli studenti, delle famiglie e dei lavoratori della scuola – dichiarano il sindaco Luca Secondi e l’assessore Letizia Guerri – abbiamo incaricato l’avvocato Francesco Augusto de Matteis di redigere una diffida ad adempiere a quanto disposto dal Tar. Ci chiediamo perché il Ministero e l’Ufficio Scolastico Regionale continuino su questa strada a pochi mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico..". Molte le reazioni politiche: dal Pd la consigliera regionale Letizia Michelini auspica che, "prima della pausa estiva l’Usr dia piena e immediata attuazione alla sentenza del Tar, perché il rispetto delle sentenze non è una scelta tecnica né amministrativa: è un obbligo dello Stato e di chi lo rappresenta". Le fa eco il segretario del Pd Michele Ceccagnoli che parla di "gravissimo attacco alla democrazia e alla giustizia amministrativa. Appoggiamo con forza l’azione della giunta comunale e la diffida legale: non faremo un solo passo indietro a difesa della scuola". Infine Emanuela Arcaleni di Castello Cambia definisce "sconcertanti i decreti che ignorano il ripristino delle scuole tifernati: un atteggiamento che condanna l’intera comunità scolastica a vivere nel caos e nell’incertezza" e avanza un dubbio: "Forse si punta a sfruttare i 60 giorni per il ricorso in appello, calpestando la leale collaborazione e il rispetto delle sentenze?".
E’ sempre caos dimensionamento. Il Comune diffida Ministero e USR
Scuole, polemica dopo i provvedimenti su determinazione di organico personale Ata e avvisi per mobilità dei dirigenti .
Il Tar annulla il 29 maggio il dimensionamento scolastico, ma l'Usr continua operativamente sulla rete cancellata; il Comune diffida il Ministero. La violazione della sentenza genera incertezza amministrativa a ridosso del nuovo anno scolastico, penalizzando studenti e comunità.









