Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLe dimissioni del premier britannico Keir Starmer offrono lo spunto per una riflessione sugli effetti economici della Brexit a dieci anni esatti dall'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea e ciò anche senza considerare che in questo periodo si sono succeduti sette governi, (battendo persino l'Italia, ferma a sei) e che tra il 55% e il 60% dei britannici ritiene oggi che la Brexit sia stato un errore.

L'esame dei numeri è importante perché il referendum sulla Brexit rappresentò il primo caso di votazione pesantemente influenzata da fake news e disinformazione, molte delle quali, si scoprì dopo, provenivano dalla macchina propagandistica russa.

I numeri. 1) Il Pil: dal 2015 al 2025 il Pil dell'Unione Europea è cresciuto di circa il 16%, mentre quello britannico si è fermato al 14%.

2) L’inflazione: nello stesso periodo l'inflazione cumulata è stata del 33% nell'Unione e del 36% nel Regno Unito.

3) Mercato del lavoro: i) La disoccupazione nell'Unione Europea si è ridotta di circa 3,4 %; lo 0,8% nel Regno Unito. ii) Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro è aumentato del 3% nell'Unione e dell'1% oltre Manica. iii) I Neet (giovani tra 15 e 24 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione) nella Ue sono diminuiti del 4%, nel Regno Unito sono aumentati.