Sono passati dieci anni e per gli inglesi non c'è niente da festeggiare. Sì, dieci anni esatti dal referendum che portato il Regno Unito fuori dall'Unione europea. Un passaggio politico, uno strappo storico, un disastro economico, soprattutto se si guardano i numeri dell'economia. E una cosa gli studi macronomici e i bilanci delle famiglie lo dicono con chiarezza: senza la Brexit l'economia non sarebbe in crisi come lo è ora.

Il quadro

Un nuovo studio firmato da economisti della Banca d'Inghilterra e da Nick Bloom della Stanford University stima che la Brexit abbia sottratto circa il 6% alla crescita dell'economia britannica nell'ultimo decennio, rispetto a uno scenario in cui Londra fosse rimasta nell'Unione Europea. Meno catastrofico del previsto, dicono gli esperti, ma ugualmente significativo: in questi anni, le imprese britanniche si sono trovate impreparate di fronte alle incertezze post-referendum e sono state ulteriormente penalizzate dall'aumento delle barriere commerciali. Il contesto geopolitico non ha certo aiutato il Paese affetto da una crescita lenta, un indebitamento pubblico record e una disoccupazione che raggiunge quasi i livelli della pandemia.

Non a caso, il primo ministro laburista Keir Starmer ha cercato di rimettere in piedi accordi economici con Bruxelles e a luglio ci sarà un ulteriore vertice per discuterli. Chi rappresenterà il governo britannico, però, è ancora tutto da vedere, visti gli ultimi sviluppi a Downing Street.