Dopo 10 anni di Brexit, la ricorrenza del referendum cade mercoledì 24 giugno, l’economia della Gran Bretagna non ha beneficiato della scelta di uscire dalla Ue. Anche la stabilità del sistema politico sembra averne risentito: dal 2016 a oggi si sono avvicendati 6 premier diversi a Downing Street, con l’attuale primo ministro laburista Keir Starmer che si è dimesso oggi dopo poco meno di due anni di mandato.L'impatto macroeconomico e i dati del National Bureau of Economic Research
La Brexit, sulla base dei dati raccolti a fine 2025, ha stimato uno studio del National Bureau of Economic Research, ha ridotto il PIL del Regno Unito del 6-8%, gli investimenti del 12-13%, l’occupazione del 3-4% e la produttività del 3-4%. Uno scenario negativo a cui si sono aggiunti la pandemia di Covid, il conflitto in Ucraina e quelli in Medio Oriente.La ricerca individua quattro canali attraverso i quali la Brexit ha influenzato negativamente l’economia del Regno Unito: un aumento persistente dell’incertezza, che ha pesato in particolare sugli investimenti; la minore domanda di beni e servizi; la riduzione degli investimenti in innovazione e IT; le aziende più produttive e con maggiore esposizione internazionale sono state tra le più danneggiate.Altro fattore critico, secondo il paper, è stata la durata dell’iter di uscita, con un periodo di transizione durato fino al 31 dicembre 2020 e negoziati sull'Irlanda del Nord che si sono protratti fino al 2023. Di fatto, il processo della Brexit si è concluso pienamente solo nel 2024.«Questi fattori potrebbero essere stati più importanti degli effetti della riduzione degli scambi commerciali con l’UE, almeno inizialmente», analizza la ricerca dell’Nber.Le barriere commerciali e le stime a lungo termine dell'OBR










