Hanno sfilato per la pace, contro tutte le guerre e contro ogni forma di odio e violenza. E hanno dedicato la parata a Mirko e alla madre Katy, uccisi dal padre che non accettava l’omosessualità del ragazzo. È iniziato così il Napoli Pride 2026, che quest’anno celebra il trentennale della manifestazione a difesa dell’identità di genere e della libertà. Otto carri colorati e festanti e migliaia di persone si sono dati appuntamento a Porta Capuana da dove, al grido di “La libertà non si corregge”, hanno attraversato Forcella, il Rettifilo e via Toledo, fino a Piazza Dante.
Qui ad attenderli c’erano altri partecipanti al Pride per dare vita insieme a una serata di festa, ma anche di riflessione e rivendicazioni, sul diritto di ciascuno ad essere sé stesso al di là dei clichè e degli schemi. «Per questa edizione del Napoli Pride, particolarmente importante perché segna il trentennale di quello che fu il primo Pride del sud Italia – spiega Antonello Sannino del comitato organizzatore – abbiamo scelto di partire da Porta Capuana, luogo simbolo di inclusione, integrazione, accoglienza etnica, razziale e multiculturale, e dove il 17 maggio è stata accoltellata una donna transessuale proprio qui a pochi passi». Soffermandosi sullo spirito della manifestazione Sannino ha aggiunto che questo «è il pride contro le guerre, con noi sfilano i Pride di Odessa e Beirut, provenienti da due scenari di guerra, ma è soprattutto il Pride contro l’odio omotransfobico in questo paese che uccide». Pride Napoli, un mamma e un figlio per Kety e Mirko: «Bisogna combattere, i genitori per primi»Le istituzioni Anche quest’anno al Pride hanno aderito Uil e Cgil ma a confermarsi è stata soprattutto la grande partecipazione istituzionale con il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. «Sicuramente Napoli è una città che trova nei diritti il suo motivo di esistere – ha detto Manfredi alla partenza del corteo. Quindi questa è la vera Napoli, questo è il vero Paese che noi vogliamo, un Paese che guarda alle comunità con senso di apertura e con rispetto. Dietro l'intolleranza c’è sempre un pericolo. Oggi noi dobbiamo lavorare per avere le nostre comunità coese, unite e soprattutto rispettose dei diritti di tutti. Dai conflitti non si ottiene nulla di buono». Il presidente Fico, anche lui presente a Porta Capuana, ha invece sottolineato che «in questi anni è stato fatto tanto, tantissimo, grazie ai movimenti. Sono stati raggiunti anche grandi traguardi legislativi. Ma noi non ci fermeremo e non ci accontenteremo fino a quando non avremo conquistato tutti i diritti che vogliamo, perché più diritti per tutti significa una società migliore, una società più sana e una società che vuole partecipare, condividere e affermare quello che è». Fico ha poi aggiunto: «I toni di odio di altri non ci piacciono ma li combattiamo con i fatti, essendo qui al Pride, lavorando per le opportunità e per i diritti, che devono essere uguali per tutti».In prima fila al corteo anche l’assessore comunale alle Pari opportunità e alle Politiche di contrasto alla violenza di genere, Emanuela Ferrante: «Il Napoli Pride 2026 non è solo un appuntamento ma una storia che continua a trasformare le nostre strade. Nel trentesimo anniversario del primo Pride napoletano, celebriamo il coraggio di una comunità che ha saputo tradurre la propria voce in cambiamento reale. Napoli vuole continuare a essere una città che accoglie e protegge», ha detto. Aggiungendo poi che «a Napoli la libertà non è un privilegio, è l’orizzonte comune da costruire insieme».Molti gli artisti che hanno risposto all’appello degli organizzatori assicurando la loro partecipazione alla festa in Piazza Dante proseguita fino a mezzanotte. La madrina Dalla madrina Maria Grazia Cucinotta a Big Mama, a Leo Gassmann, presente a Porta Capuana già dai momenti iniziali della parata: «Penso sia molto importante essere qui oggi. Ci sono tante persone che festeggiano la libertà dei propri diritti e si battono per coloro che invece non hanno la possibilità di esprimersi come vogliono e che hanno paura anche di camminare per strada. Per questo è importante lanciare un messaggio di pace, amore e speranza». Tante e sui più disparati temi le voci dei manifestanti: «Siamo Marco e Valerio, stiamo insieme da otto anni e protestiamo perché qui in Italia non abbiamo la possibilità di realizzare il nostro sogno di diventare genitori». «Bisogna lottare per i nostri diritti – dice un ragazzo. In Italia purtroppo si stanno facendo pericolosi passi indietro, quando invece bisognerebbe guardare al futuro insieme». «Siamo qui per lottare in nome della libertà perché, come dice il nostro slogan, “La libertà non si corregge”», dice una trans. E una ragazza aggiunge: «C’è ancora chi crede che il Pride sia soltanto una occasione per esibirsi. Invece, anziché giudicare, tanti dovrebbero avere il coraggio di manifestare al nostro fianco».











