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Se fino a pochi anni fa lo stalking era associato principalmente a pedinamenti, telefonate insistenti e appostamenti, il rapido sviluppo delle tecnologie digitali sta modificando profondamente le modalità attraverso cui possono manifestarsi comportamenti persecutori e ossessivi. Lo stalking del futuro potrebbe essere meno visibile, ma potenzialmente ancora più invasivo, perché capace di entrare nella vita quotidiana delle persone attraverso strumenti che utilizziamo ogni giorno.
L'evoluzione dell'intelligenza artificiale, dei dispositivi connessi e dei sistemi di raccolta dei dati personali apre infatti scenari inediti. Uno stalker potrebbe monitorare gli spostamenti della vittima attraverso smartphone, smartwatch, automobili connesse o dispositivi domestici intelligenti, raccogliendo informazioni sulle sue abitudini, sui luoghi frequentati e sulle relazioni personali. A differenza dello stalking tradizionale, la persecuzione potrebbe avvenire a distanza, in modo quasi invisibile e continuo.
Tra i rischi emergenti vi è anche l'utilizzo dei cosiddetti deepfake, immagini, video e registrazioni audio create artificialmente grazie all'intelligenza artificiale. Queste tecnologie potrebbero essere impiegate per diffondere contenuti falsi, screditare una persona, simulare conversazioni mai avvenute o esercitare forme di pressione psicologica particolarmente difficili da contrastare.






