Ci sono gli stalker, quelli che non accettano la fine di una relazione. E allora iniziano a perseguitare la ex. Martellandola di messaggi sul telefonino giorno e notte, pedinandola, minacciandola fino a stravolgerle la vita e farla piombare nell'angoscia più buia. E poi ci sono gli autori delle violenze domestiche. Quelle che spesso si consumano tra le mura di casa e non sono facili da intercettare. Come i figli che picchiano i genitori perché vogliono soldi per comprare la droga o uomini che rendono la vita delle loro mogli o compagne un calvario fatto di vessazioni e aggressioni. E così è necessario intervenire subito sugli autori per fermare la violenza prima che si ripeta e finisca in tragedia.

Cosa prevede il protocollo d’intesa

Proprio per questo ieri in Questura è stato firmato un protocollo d’intesa su stalking e violenza domestica. Il protocollo è stato firmato dal questore Massimo Gambino, dal direttore dell’Asl To3 Giovanni La Valle e da tutti i responsabili dei Centri per uomini autori di violenza e i Centri antiviolenza esclusivi per le donne. «Questo è un protocollo che nasce un po’ nel tempo, grazie al lavoro sapiente dei colleghi della Divisione Anticrimine che ringrazio dalla dirigente fino all’ultimo dei miei collaboratori – spiega il questore Gambino – e riguarda gli autori delle violenze, quindi generalmente gli uomini. Questi ultimi devono seguire un percorso da quando viene loro consegnato l’ammonimento. In virtù del loro impegno e della frequentazione a queste sedute che hanno l’obiettivo di migliorare le relazioni sociali, se tutto va a buon fine, può anche essere revocato l’ammonimento».