TREVISO - Non solo telefonate a tutte le ore del giorno, o messaggi anonimi, ma anche biglietti lasciati sul parabrezza dell'auto (che era già stata rigata con delle chiavi), preservativi sullo specchietto e vignette nell'androne del condominio, con tanto insulti incisi sul campanello di casa. Condotte che sono costate una condanna a due anni e mezzo di reclusione, per l'ipotesi di reato di stalking aggravato, all'ex amante della vittima, incapace di accettare la fine di quella relazione clandestina e che ha deciso di renderle la vita impossibile. Anzi, sarebbe meglio dire "rendergli", visto che la vittima è un uomo, che assieme alla moglie si è costituito parte civile con l'avvocato Stefano Pietrobon, e davanti al giudice del tribunale di Treviso è finita una 33enne trevigiana, difesa dall'avvocato Marco Vocaturo.
Tutto ha inizio nell'aprile 2023, quando cioè la vittima, un 58enne spostato e con figli, ha deciso di interrompere quella relazione sentimentale che aveva avuto per qualche mese con la 33enne, che si era innamorata di quell'uomo. Lui, spinto dai sensi di colpa, aveva scelto di rinsaldare il rapporto con la moglie. Decisione che ha mandato su tutte le furie l'ex amante che ha iniziato a perseguitarlo. In un primo tempo lui non ha detto nulla alla coniuge. Quando però anche lei è finita nel mirino della 33enne, non ha più potuto negare l'evidenza, arrivando a confessare quella scappatella e a presentare denuncia. Già, perché il piano persecutorio messo in atto aveva superato ogni limite.







