‘Ndrangheta leader del narcotraffico grazie al supporto logistico della mafia albanese e alla metamorfosi digitale, il nuovo rapporto Europol

CATANZARO – La ‘ndrangheta detiene una posizione dominante nel narcotraffico mondiale grazie alla capacità di sfruttare reti albanesi come braccio operativo in America Latina. Lo certifica il nuovo rapporto di Europol, “The blueprint of criminal opportunism”, che svela una realtà inquietante. Le reti della criminalità organizzata oggi non operano come un entità isolata, ma come parte di una rete fluida, transnazionale e tecnologicamente avanzata. Non si tratta più soltanto di cartelli o gruppi chiusi, ma di un panorama in cui 731 reti criminali censite (MTCN) — con oltre 400.000 affiliati di 118 nazionalità — governano mercati globali avendo fatto del “crimine come servizio” (crime-as-a-service) il loro standard operativo.

Il dominio nel narcotraffico: il modello ‘ndrangheta

Il cuore di questa egemonia risiede nella capacità di gestire l’intera filiera del narcotraffico. Settantacinque reti criminali transnazionali (MTCN) che operano sia nell’UE che in America Latina non hanno alcun membro latinoamericano. Alcune MTCN con base nell’UE, o provenienti da regioni limitrofe all’UE, si sono stabilite in America Latina per rifornirsi di cocaina direttamente dai trafficanti locali. Vale soprattutto per le reti criminali italiane e dei Balcani occidentali. Le reti calabresi, agendo come architetti del crimine, hanno stretto alleanze pragmatiche con i cartelli latinoamericani — come il Clan del Golfo in Colombia o il PCC brasiliano — esternalizzando la logistica sul campo agli alleati albanesi. Questo modello “senza confini” permette alla ‘ndrangheta di assicurarsi il controllo della produzione all’origine e della distribuzione in Europa, evitando di esporsi direttamente in tutte le fasi.