Pubblicato il: 26/06/2026 – 7:00
Nel Lazio meridionale e lungo l’asse tra Roma e la provincia di Latina si è consolidato negli anni un modello criminale che non si limita più alla gestione delle piazze di spaccio, ma si configura come una vera e propria infrastruttura del narcotraffico. Una rete in cui convivono gruppi locali, capacità logistiche avanzate e contatti stabili con circuiti mafiosi di livello superiore, in particolare con articolazioni della ’ndrangheta calabrese.In questo scenario, la funzione dei clan non è soltanto quella di controllare il territorio, ma di garantire continuità nei flussi di droga, mediare rapporti con fornitori internazionali e assicurare la protezione delle attività economiche illecite attraverso intimidazione e infiltrazione nell’economia legale.
Il ruolo della cosca Morabito e la dimensione relazionale della ’ndrangheta
Al centro di questa rete si colloca un elemento ricorrente nelle più recenti inchieste antimafia: la capacità della ’ndrangheta di agire come sistema relazionale più che come struttura rigidamente gerarchica. In questo contesto, un peso specifico rilevante viene attribuito alla cosca Morabito di Africo, una delle articolazioni storiche della ’ndrangheta reggina.Non è un dettaglio marginale. La cosca Morabito, storicamente radicata nella Locride reggina, è considerata una delle strutture più influenti della ’ndrangheta calabrese, soprattutto nei traffici internazionali di cocaina. Il nome dei Morabito compare da decenni nelle grandi indagini antimafia sul narcotraffico tra Sud America ed Europa. Una consorteria che nel tempo ha costruito collegamenti stabili in Lombardia, Piemonte, Lazio e all’estero.Il punto cruciale è che oggi la forza della ’ndrangheta non si misura più soltanto nel controllo militare del territorio. La nuova dimensione è relazionale: i clan costruiscono reti, garantiscono affidabilità nei traffici e assicurano collegamenti tra domanda e offerta nel mercato globale della droga. Ed è esattamente questa funzione che emerge nei collegamenti investigativi con l’area pontina.Secondo gli inquirenti, infatti, alcuni canali di approvvigionamento internazionali attivi tra Spagna e Belgio sarebbero stati messi in relazione con soggetti contigui alla cosca Morabito, rafforzando l’ipotesi di un sistema integrato di intermediazione criminale. Un meccanismo che conferma il ruolo della ’ndrangheta come snodo logistico del narcotraffico europeo: non soltanto importazione di droga, ma gestione dei flussi, redistribuzione e protezione delle reti locali.









