Pubblicato il: 01/07/2026 – 7:00
di Mariateresa Ripolo
ROMA Un quadro dettagliato delle reti criminali più pericolose che minacciano la sicurezza interna dell’Unione Europea. Al centro di questo ecosistema transnazionale si conferma il primato delle organizzazioni di stampo mafioso italiane, prima fra tutte la ‘ndrangheta, capace di ridefinire le proprie geometrie operative ben oltre i confini nazionali, saldando legami di ferro tra l’Italia, il resto d’Europa e i paesi produttori di stupefacenti, specialmente in Sud America. Un quadro che emerge dal nuovo rapporto strategico dell’Europol, intitolato “Decoding the EU’s most threatening criminal networks – Issue 2: The blueprint of criminal opportunism”.L’analisi dell’Europol mette in luce come le reti criminali più minacciose non operino più come entità isolate, ma si muovano all’interno di un sistema interconnesso, definito come un vero e proprio «ecosistema criminale fluido». In questo contesto, l’organizzazione calabrese si distingue per la capacità di governare l’intera filiera del narcotraffico. Europol evidenzia testualmente che la ‘ndrangheta «ha strutturato estese rotte commerciali per il traffico di cocaina in America Latina e si serve di reti criminali albanesi per supervisionare questi affari sul terreno». Questo posizionamento strategico garantisce ai clan un monopolio di fatto e, come sottolinea il documento ufficiale, permette loro di raggiungere «una posizione dominante nel traffico di droga dall’America Latina, garantendo un controllo completo dell’intero processo criminale».












