Milano, 26 giugno 2026 – La minaccia della criminalità organizzata nell’Unione europea resta “forte, adattabile e profondamente radicata in tutta Europa”, secondo il nuovo rapporto di Europol, The blueprint of criminal opportunism, dedicato alle reti criminali più pericolose attive nell’UE e alla loro capacità di sfruttare tecnologie digitali, flussi commerciali globali e strutture aziendali legali.
L’analisi è stata presentata venerdì 26 giugno a Bruxelles dal commissario europeo agli Affari interni e le migrazioni, Magnus Brunner, dal direttore esecutivo ad interim di Europol, Jürgen Ebner, e dal capo della Polizia cipriota, Themistos Arnaoutis.
Il rapporto prende in esame oltre 700 reti criminali, con più di 400 mila membri provenienti da 118 Paesi. Secondo Europol, l’85% delle organizzazioni analizzate utilizza imprese o strutture societarie legali, un dato che, secondo la Commissione europea, evidenzia “la portata, l’estensione e la natura sempre più transnazionale della minaccia”.
Le reti operano in una gamma sempre più ampia di reati gravi: traffico di droga, criminalità informatica, traffico di migranti, tratta di esseri umani, frodi, riciclaggio di denaro e “crimine come servizio”, vale a dire la fornitura ad altri gruppi di strumenti, infrastrutture e competenze per compiere attività illegali.










