ROMA – Le immagini satellitari e le termo-camere restituiscono il quadro di una città bollente, con temperature al suolo che superano anche i 44 gradi e interi quartieri trasformati in una fornace. Roma è sempre più calda e le periferie formano isole di calore in cui si registrano temperature significativamente più alte rispetto alle zone verdi e rurali. Asfalto, cemento e palazzi alti formano canyon urbani, corridoi stretti che intrappolano il caldo. Su questo tema c’è una nota congiunta dell’Associazione A Sud e da Nonna Roma

Nella morsa rovente c’è chi è costretto a pedalare e a restare sotto il sole. Sono i rider del food delivery, lavoratori che vediamo sfrecciare in bici e in motorino per consegnare pranzi e cene in tutti i quartieri della città, a tutte le ore – anche quando l’ordinanza regionale vieta il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole per una serie di categorie, tra cui edilizia, florovivaistica, agricoltura, logistica, compresa la consegna in bici e in moto.

Fermare le consegne resta di fatto impossibile. I rider sono inclusi in questo provvedimento, ma fermare le consegne resta di fatto impossibile: a decidere è l’algoritmo, con il suo sistema di smistamento degli ordini e un’organizzazione del lavoro che ha già portato a inchieste per caporalato digitale e ad accuse di utilizzo di false partite IVA. L’ordinanza regionale, come tante altre in Italia, è stata elaborata utilizzando la piattaforma Worklimate, un progetto di ricerca che mette insieme epidemiologia, sicurezza sul lavoro e rischi legati alle conseguenze della crisi climatica per chi lavora all’aperto e in condizioni ambientalmente difficili.