Ravenna, 27 giugno 2026 – Sono i milioni di albanesi della diaspora il vento che idealmente sostiene le ali di quella Rivoluzione dei fenicotteri che da settimane ha posto l’Albania al centro del Mediterraneo, il luogo in cui si trova da sempre, nonostante pochi si fossero accorti di lei. Una protesta di piazza nata dopo la notizia della cessione dell'isola di Sazan al fondo di Jared Kushner, ed evolutasi nella richiesta delle dimissioni del primo ministro Edi Rama. Ismet Mehmeti, 66enne, da 25 anni residente a Ravenna, è uno tra i più conosciuti fra i milioni di albanesi che vivono in Italia. E’ il presidente della Lega Democratica Albanese, movimento politico che si oppone al governo di Rama: come molti connazionali sparsi per l’Europa, anche lui sta progettando di tornare presto in Albania per unirsi alle proteste.
Presidente Mehmeti, lei da giorni definisce quella in Albania non quale una semplice protesta, ma come una rivoluzione. E’ davvero così?
"Il popolo albanese ha capito che non esistono più una maggioranza e un’opposizione, ma un unico asse parlamentare i cui componenti sono soci nel malgoverno in cui è precipitata la repubblica. Non stiamo parlando di un paese afflitto dalla corruzione, ma di una nazione in cui il clientelismo è esso stesso lo Stato”.










