Hanno sfilato in migliaia, brandendo manifesti e fenicotteri rosa - "la rivoluzione dei fenicotteri" è il nome che è stato dato a questa ondata di manifestazioni - contro la costruzione del resort di lusso progettato dagli Stati Uniti e voluto da Jared Kushner, il genero di Donald Trump. L'opera, che dovrebbe costare circa 5 miliardi di euro, ha provocato l'indignazione dei cittadini albanesi che temono il deturpamento dell'area protetta in cui dovrebbe sorgere. Un'isola, quella di Sazan, che ospita fenicotteri, foche, colonie di tartarughe marine. Ma a scatenare la rabbia dei manifestanti è anche la poca trasparenza intorno al progetto e ai suoi investitori. "L'Albania non è in vendita" si legge sui cartelli che i manifestanti hanno esposto davanti all'ufficio del primo ministro a Tirana. La protesta parte, sì, dal resort di lusso, ma si allarga ed esprime un malcontento generale nei confronti dell'operato di Rama - al potere dal 2013 -, da molti accusato di non aver fatto abbastanza per combattere la corruzione e migliorare i servizi di base per la popolazione albanese, in primis la sanità. Proprio la settimana scorsa, nell'ottica dell'allargamento dell'Unione europea ai Balcani occidentali - Montenegro Serbia, Macedonia del Nord, Kosovo e Albania - il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ricordato a ciascun Paese che ci sono ancora passi da fare prima di poter diventare membri a tutti gli effetti. E all'Albania di Rama ha chiesto di dimostrare un maggiore impegno contro criminalità e corruzione.All'inizio di quest'anno, sono scoppiati scontri violenti tra polizia e manifestanti, i quali chiedevano le dimissioni della vice di Rama, Belinda Balluku, proprio per presunta corruzione. Rama ha licenziato Balluku, ma la mossa sembrerebbe non averlo aiutato a recuperare la fiducia dei cittadini.