Da diversi giorni l’Albania è scossa da profonde proteste. La tensione gira attorno a una serie di resort di lusso in fase di progettazione lungo la costa adriatica, sostenuti dal genero di Donald Trump, Jared Kushner, e da una serie di figure e società su cui ci sono molte ombre.I manifestanti accusano il governo di non aver gestito la questione in modo trasparente, visto che non c’è stata alcuna consultazione pubblica, ma dietro alle proteste c’è anche una forte componente ambientalista dato che il piano riguarda aree protette come quelle della laguna di Narta e dell’isola di Sazan. In piazza, oltre ai fenicotteri gonfiabili, si vedono bandiere palestinesi dal momento che le società coinvolte nel progetto hanno anche connessioni con Israele. Il premier Edi Rama però insiste sulla necessità di attrarre investimenti stranieri nel percorso di adesione dell’Albania all’Unione europea.Il resort di lussoA partire dallo scorso aprile sulle spiagge intorno al delta del Vjosa, l’ultimo fiume selvaggio d’Europa, i bulldozer hanno iniziato a sradicare gli alberi e montare recinzioni con filo spinato. L’area, situata nel sud dell’Albania nei pressi della cittadina di Valona, è tra gli ultimi rifugi della foca monaca ed è abitata da centinaia di uccelli di cui moltissimi a rischio estinzione. Ecco perché quella di Zvërnec è una riserva naturale di altissimo valore per il paese ed è considerata una delle zone più incontaminate d’Europa.Negli ultimi anni il governo guidato da Edi Rama ha ridotto l’area protetta di circa 5mila ettari e ridimensionato il livello di tutela e questo ha spianato la strada a dare concessioni per avviare nuove costruzioni. Negli anni successivi il governo si è fatto promotore di altri interventi legislativi che hanno ammorbidito i vincoli sulle aree protette e semplificato le procedure di appalto per i progetti su suolo pubblico. L’arrivo dei bulldozer e l’installazione delle recinzioni nell’area di Zvërnec si inseriscono in questo contesto.Il Consiglio nazionale albanese per il territorio e le acque (KKTU) ha dato il via libera a un maxiprogetto da quattro miliardi di euro per mettere in piedi un resort di lusso fatto di hotel, appartamenti, ville e un porticciolo turistico. Il piano non si ferma a quest’area protetta ma riguarda anche Sazan, l’unica isola dell’Albania, totalmente disabitata e anch’essa casa di specie animali e vegetali a rischio.La scatola di società coinvolteDietro al progetto c’è un società registrata nei Paesi Bassi che si chiama Zvernec South Adriatic Development, collegata ad alcuni multimiliardari del Qatar, a soggetti albanesi dal curriculum poco invidiabile e, soprattutto, a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.Come ha ricostruito Balkan Insight, una parte dei terreni coinvolti nel progetto è riconducibile all'imprenditore albanese-americano Artur Shehu, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari riguardanti le sue proprietà, comprese quelle incluse nel piano di costruzione del maxi resort, e presente anche in un’indagine relativa alla Sacra Corona Unita, la mafia pugliese. Tra le altre figure coinvolte ci sarebbe anche Alaudin Malaj, un ex giudice che si è dimesso per evitare indagini sull'origine dei suoi beni e che in passato aveva emesso sentenze favorevoli alla famiglia Shehu poi annullate dalla Corte Suprema. Sul sito del maxiprogetto è stato visto anche il figlio di Shefqet Kastrati, oligarca del Gruppo Kastrati, mentre un’altra società coinvolta risulta appartenere ai due fratelli qatarioti Ramez e Mohamad Al-Khayyat.Il genero di Donald Trump, Jared Kushner, è dunque il volto di un’operazione che conduce a numerose altre società estere offshore e a figure discutibili del panorama albanese. La società di Kushner, Affinity Partners, detiene peraltro quote in aziende israeliane, come il gruppo Phoenix, coinvolte a loro volta nell’economia dell’occupazione in Cisgiordania e nelle alture del Golan.Monta la protesta in AlbaniaIl 30 maggio centinaia di persone si sono radunate davanti alle recinzioni dell’area protetta di Zvërnec per protestare contro il maxiprogetto del resort di lusso. Gli agenti di sicurezza privata schierati a difesa del cantiere hanno risposto in modo violento, caricando i manifestanti e trascinandoli via mentre la polizia rimaneva a guardare. Nei giorni successivi decine di migliaia di persone sono scese in strada anche nella capitale Tirana e tra fenicotteri gonfiabili, simbolo della protesta visto che l’area naturale è abitata da tantissimi di questi esemplari, e bandiere della Palestina per i legami delle aziende coinvolte nel progetto con Israele, hanno sfilato fin sotto la residenza del premier Rama gridando slogan come “Giù le mani dall’Albania”.Aleksandr Trajce, direttore dell’organizzazione Protezione e Conservazione dell'Ambiente Naturale in Albania (PPNEA), ha denunciato la scarsa trasparenza dei progetti, approvati senza alcun tipo di consultazione pubblica e con espropri dei terreni improvvisi. Ma anche il rischio che vada distrutta un’area protetta come ce ne sono poche nel paese e nel resto d’Europa. A seguito delle proteste l'organo speciale anticorruzione albanese ha annunciato l'avvio di un'indagine sulle nuove leggi adottate negli ultimi anni in materia di aree protette. Il premier Edi Rama, che ha evidenziato come il progetto dei resort non sia ancora definitivo, continua però a difendere questo tipo di investimenti stranieri nel paese, necessari a suo dire per attrarre turismo e fare crescere l’economia albanese in vista di un’imminente adesione all’Unione europea. Proprio la Commissione europea di recente ha però lanciato un monito al premier perché vengano rispettate le direttive europee sulla tutela della biodiversità e le regole sulla trasparenza negli investimenti.
Cos’è la “rivoluzione dei fenicotteri” che sta scuotendo l’Albania (e cosa c'entra Trump)
Migliaia di persone stanno protestando in Albania contro un maxiprogetto turistico legato a Jared Kushner, genero di Donald Trump. L’accusa al governo è di scarsa trasparenza e danni ambientali.










