Centinaia di persone si sono nuovamente radunate a Tirana, capitale dell’Albania, per protestare contro un progetto immobiliare di lusso legato alla società di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I manifestanti e le associazioni ambientaliste che hanno organizzato le mobilitazioni chiedono la sospensione del cantiere, che si trova a Zvërnec, nel distretto di Valona, e che occuperebbe in parte un’area protetta. Chiedono inoltre le dimissioni del primo ministro Edi Rama, che sostiene la costruzione del resort dicendo di voler fare dell’Albania una destinazione turistica invidiata dagli altri paesi.

Oggi i manifestanti si sono ritrovati davanti al ministero dell’Interno e hanno raggiunto la residenza ufficiale del primo ministro. Sventolavano bandiere dell’Albania e sullo striscione di apertura c’era scritto: «La nostra patria non è in vendita». Ieri il corteo era invece partito dalla sede principale della polizia di Tirana per arrivare al ministero dell’Interno. Altre mobilitazioni erano state contemporaneamente organizzate di fronte al cantiere del progetto e c’erano stati degli scontri tra attivisti e guardie di sicurezza private a protezione del sito.