<p>Affermare che fra il governo di Giorgia Meloni e la Corte dei Conti <strong>non corra buon sangue</strong> è perfino riduttivo.

La questione va avanti da quando il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, magistrato, ha deciso di bloccare dieci nomine a presidente di sezione della Corte. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Motivazione?

La <strong>riforma voluta dal governo Meloni </strong>con l'esplicito obiettivo di spuntare le unghie a quei ficcanaso dei giudici contabili dovrebbe in futuro stabilire per via governativa una compressione delle loro figure apicali: di conseguenza, per quanto legittime, quelle dieci nomine risulterebbero inopportune.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Il rapporto fra governo e Corte dei Conti deve comunque andare avanti.

Così mentre <strong>arrivava un siluro a mezzo stampa</strong>, il presidente dei magistrati contabili Guido Carlino assolveva l'incombenza di presentare il rendiconto generale sul bilancio dello Stato per il 2025.

Dove le spine per il governo sono piuttosto numerose. </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/fisco-corte-dei-conti-con-la-flat-tax-per-i-lavoratori-autonomi-3-4-miliardi-di-gettito-in-meno-nel-202606251241093238" target="_blank">Fisco, allarme della Corte dei Conti: la flat tax per i lavoratori autonomi costa allo Stato 3,4 miliardi</a></em></li> </ul> <h2><strong>Il peso dei bonus edilizi e il nodo del deficit</strong></h2> <p>Vero, sostiene la Corte dei Conti: se l'anno scorso l'Italia <strong>non è uscita dalla procedura d'infrazione</strong> per deficit eccessivo, fermandosi al 3,1% del prodotto interno lordo anziché al 3% come stabilito dalle regole europee, la colpa è anche del <strong>Superbonus</strong>.