BOLZANO. «Tra la difesa di un melo e la necessità sempre più urgente di rispondere ai giovani che ci chiedono di mettere a disposizione alloggi, per rimanere o venire a lavorare qui, io scelgo di sacrificare qualche frutteto. Solo individuando nuove aree si riuscirà a far scendere i prezzi delle case, che oggi sono alle stelle».

Carlo Perseghin, presidente provinciale della Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali, coglie al volo la provocazione lanciata dall'assessora provinciale all'edilizia agevolata Ulli Mair: «La Svp di Bolzano a questo punto deve chiedersi: è più importante un albero di mele o un nostro giovane?».

Nel tracciare il bilancio di metà legislatura, l'assessora ha ricordato che è stata varata la Riforma Abitare 2025, che crea le premesse per dare risposte concrete, ma «adesso - ha incalzato - i sindaci devono mettere a disposizione le aree per costruire: nei prossimi dieci anni servono 20 mila alloggi a livello provinciale, di cui 6-7 mila solo a Bolzano».

Per quanto riguarda i numeri, il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Stephan Konder preferisce non replicare. Il sindaco Claudio Corrarati prova invece a smorzare i toni: «Lo scambio di accuse tra Provincia e Comune non serve. Aspettiamo un paio di settimane e i tecnici, che stanno elaborando il Piano di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio, ci daranno la quantificazione esatta del fabbisogno per i prossimi 15 anni. Altrimenti si rischia di sparare cifre a caso».