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Da sinistra, Katia Furegatti, Carlotta Gaiani, Massimo Buriani e Gian Antonio Verziaggi

Il Tar respinge il ricorso presentato da Hera e, di fatto, conferma tutta la linea della cooperativa ’Il Castello’ sui rincari legati al teleriscaldamento. Non solo: la multiutility dovrà risarcire anche ciascuna parte oltre a rifondere le spese generali (per il momento si tratta di tremila euro). Ma la vera notizia arriva quando Massimo Buriani indossa i panni del direttore della cooperativa e dà fiato alla rabbia. "Chiederemo a Hera un risarcimento di cinque milioni e mezzo – dice – corrispondenti al guadagno indebito (di circa il 40%) che la multiutility ha avuto su 135 punti di fornitura differenti". Ciò non toglie – e, anzi – la Rete civica contro i rincari in qualche modo auspica, che altri ricorrenti potranno farsi avanti. Anche perché, prosegue Buriani nel corso dell’illustrazione della sentenza ieri nel quartier generale di via Medini, "se Hera non accetterà la mediazione in Camera di Commercio prevista il 22 luglio, noi procederemo alla class action". Insomma, fuoco alle polveri. Il pronunciamento del tribunale non sarebbe mai arrivato in questi termini se non fosse stato per l’assistenza legale di Carlotta Gaiani (studio Anselmo). "Ci siamo inseriti come assistenza legale in un percorso già avviato – dice il legale – ma siamo riusciti a ottenere un risultato importante: questa sentenza dimostra, da parte del Tar, una grande sensibilità verso le istanze dei consumatori e, fra l’altro, ci ha permesso di acquisire moltissimo materiale di cui non eravamo a conoscenza". Nella sostanza, la coop si è inserita nel contenzioso amministrativo tra Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) come "parte contro-interessata", dettaglia Gaiani. Authority che, per ammissione dell’avvocato, "ha svoto un prezioso lavoro istruttorio, recepito dal tribunale che poi si è pronunciato contro Hera". Ora, si tratterà di capire se la multiutility ricorrerà al Consiglio di Stato. Certo è – e qui rientra in gioco Buriani, questa volta in veste di consigliere comunale del Pd – che anche il Comune non è "risparmiato" dalla sentenza. "All’amministrazione – dice il dem – imputiamo di essere stata quanto meno disattenta, ai danni di centinaia di famiglie". D’altra parte, l’origine dei mali secondo Buriani sta proprio "nell’accordo capestro" siglato tra Comune e Hera sul teleriscaldamento nell’ottobre 2022. Nel merito, la sentenza è molto chiara: "La sproporzione fra prezzi e costi che ha prodotto prezzi ingiustificatamente gravosi, si è accompagnata a una grave iniquità degli stessi, riconducibile alla scelta ingiustificata di indicizzare la tariffa al costo del gas naturale assoggettando i cittadini a una formula di prezzo priva di significativi legami con la struttura di costi del servizio di teleriscaldamento". Questo scenario ha portato i consumatori ferraresi "a pagare un prezzo, per il calore, di oltre il 230% superiore al costo sostenuto da Hera per acquistarlo". "La realizzazione della condotta asseritamente illecita di Hera – si legge in chiosa – è stata favorita e autorizzata dal Comune". Hera peraltro "ha esercitato il suo potere di mercato per imprimere una forte pressione sul Comune per ottenere i vantaggi".