MESTRE Un risarcimento di poco inferiore al milione e mezzo di euro per la moglie, i tre figli e i cinque nipoti. Un cifra importante per ripagarli del danno patito per aver perso il marito, il papà e il nonno. Ed è soprattutto in quest’ultimo passaggio che la sentenza potrebbe fare giurisprudenza, perché non sempre viene riconosciuta la sofferenza dei nipoti, in questo caso quasi tutti minorenni, per aver perso il loro nonno. Del resto questa è una famiglia molto unita che vive in una grande casa a Cavallino-Treporti ed è solita trascorrere le ferie assieme. Quindi per tutti la morte del loro caro a 73 anni per mesotelioma pleurico causato dall’aver lavorato in ambienti contaminati dall’amianto, è stata vissuta da vicino. Soprattutto nei tre anni tra il 2019, quando la malattia si è manifestata, al 2022 anno del decesso. Condannata a pagare la società Fincantieri spa dove G.C. (si preferisce non mette il nome considerata l’importante cifra del risarcimento e a tutela dei nipoti minorenni) ha lavorato negli anni Settanta, Ottanta e Novanta nella sede dell’Arsenale.

LA VICENDA Ma andiamo per ordine. La vittima dal 1977 al 1991 era occupato alle dipendenze di Fincantieri in condizioni di prolungata esposizione all’amianto e in assenza di adeguate protezioni. La patologia professionale si è poi manifestata quando era settantenne e pensionato. È una caratteristica del mesotelioma pleurico, un tumore letale, manifestarsi a distanza di anni dall'esposizione all'amianto. La malattia aveva provocato tre anni di sofferenza fisica e psichica fino al decesso. La responsabilità datoriale di Fincantieri era già stata accertata dal giudice del lavoro del Tribunale di Venezia con una sentenza del 2024 che aveva condannato la società al risarcimento del danno non patrimoniale - iure hereditatis - alla vittima per una cifra di poco inferiore ai 300mila euro. Nella sentenza pubblicata giovedì entrano invece in scena la moglie, i figli e i nipoti - complessivamente nove persone - che difesi, come nella prima sentenza, dallo studio legale associato Mantovan, Pasqualato e Troisi, hanno inoltrato la causa per il danno subito dalla perdita del loro caro. I RISARCIMENTI Il giudice Lisa Micochero del Tribunale di Venezia ha riconosciuto per tutti loro delle cifre precise, più alte per la moglie e i tre figli, più contenute per i nipoti. Sommandole si arriva così a un milione e 380mila euro. Alla moglie Fincantieri dovrà risarcire 300mila euro, 250mila ai tre figli e cifre che si aggirano tra i 55mila e i 65mila euro ai cinque nipoti.Il giudice quindi ha riconosciuto l’intenso rapporto affettivo del legame nonno-nipoti introducendo anche loro nella fase dei risarcimenti. E non è così scontato, perché nel caso di morte di un familiare si tiene conto del grado di parentela. Se per moglie e figli il rapporto è diretto e quindi riconosciuto, ma mano che si allarga il vincolo di parentela occorre verificare la sussistenza di un concreto legame affettivo che viene leso dalla perdita del congiunto. Quindi il risarcimento è stato più altro per i nipoti che alla data del decesso del nonno avevano 15-16 anni ed avevano già instaurato un legame affettivo consolidato e più contenuto per i più piccoli che di anni ne avevano 11-12.