L’amianto killer miete un’altra vittima, famiglia risarcita grazie all’azione legale messa in campo dalla Cgil di Ancona. Alla fine l’azienda in questione ha dovuto sborsare 300mila euro. Nelle scorse settimane è stato raggiunto un accordo transattivo a tutela degli interessi di un lavoratore portuale e dei suoi eredi. Il caso riguarda un operatore del porto che ha lamentato di essere stato esposto per anni all’amianto durante le fasi di lavorazione in un’importante azienda operante nell’area portuale, ed è purtroppo deceduto dopo una lunga malattia. La sua scomparsa non ha però impedito alla famiglia di intraprendere un percorso di giustizia e tutela nei confronti dell’impresa all’epoca datrice di lavoro. Non è il primo e purtroppo non potrebbe essere l’ultimo caso di lavoratori uccisi dalle malattie correlate all’amianto, asbestosi, mesotelioma pleurico e così via, che negli ultimi anni stanno falcidiando ex operai e tecnici in ambito portuale. Gli eredi, assistiti dal Patronato Inca-Cgil di Falconara Marittima e di Chiaravalle hanno promosso un’azione risarcitoria ottenendo un accordo transattivo con l’impresa del valore di oltre 300 mila euro in proprio favore a soddisfazione delle pretese azionate. Il risultato raggiunto è stato reso possibile anche grazie al contributo dell’Avv. Elisa Marchesini del Foro di Ancona: "Questo accordo _ dichiara David Visani, segretario Cgil di Ancona - mette al centro il tema prioritario della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’integrità del lavoratore deve essere garantita dall’azienda come obbligo inderogabile e, nonostante nessuna somma potrà mai colmare il vuoto della perdita del proprio caro, l’intesa raggiunta rappresenta un’importante tutela dei diritti del lavoratore e dei suoi familiari. Per questo motivo il ruolo del Patronato Inca Cgil della provincia di Ancona rappresenta un punto di riferimento fondamentale nella tutela individuale delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda i danni alla salute eventualmente legati alle condizioni di lavoro". Pertanto, la Cgil invita chi ritenga di aver subito un danno legato all’attività lavorativa a rivolgersi agli uffici Inca Cgil per una valutazione della propria situazione.