La Spezia, 22 giugno 2026 – Il ministero della Difesa dovrà risarcire con oltre 500mila euro la figlia e i due nipoti di un ex dipendente dell'Arsenale della Marina militare della Spezia, deceduto a causa di un mesotelioma peritoneale. Lo ha stabilito il Tribunale di Genova, riconoscendo la piena responsabilità civile dell'amministrazione statale quale datore di lavoro per non aver adottato tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie a tutelare la salute del dipendente, che all'interno dello stabilimento ligure svolgeva le mansioni di calderaio e fucinatore.

I giudici del capoluogo hanno accertato il nesso causale tra l'esposizione professionale all'amianto e l'insorgenza della grave patologia tumorale, manifestatasi a distanza di circa trent'anni dall'attività in fabbrica: un periodo ritenuto dai periti medici pienamente compatibile con le caratteristiche biologiche della malattia.

Gli eredi sono stati assistiti in tribunale dall'avvocato Pietro Frisani. «Questa sentenza conferma ancora una volta un principio fondamentale: i datori di lavoro pubblici, al pari di quelli privati - sottolinea l'avvocato Frisani - sono chiamati a rispondere quando non adottano tute le misure necessarie a proteggere la salute dei lavoratori».