Il tribunale di Milano ha riconosciuto 400mila euro alla figlia di un ex militare esposto all’amianto, affermando un principio: anche il valore degli affetti merita giustizia. A Fanpage.it il racconto della figlia.
Immagine di repertorio
"Ho scoperto che mio papà aveva il mesotelioma pleurico da un'autopsia". A parlare a Fanpage.it è L.R., milanese, figlia di un ex militare dell'esercito italiano morto nel 2017. Una scoperta arrivata quando ormai era troppo tardi, dopo settimane di sofferenza, ricoveri e domande senza risposta.
"Non ero pronta a veder morire mio padre. Non sono riuscita a salutarlo. Non ci aspettavamo finisse così perché nessuno aveva capito la gravità della situazione", ha raccontato oggi quando, a quasi dieci anni dalla morte del padre, il tribunale di Milano le ha riconosciuto un risarcimento di 400mila euro, accertando la responsabilità del Ministero della Difesa per l'esposizione all'amianto subita dall'uomo durante il servizio militare di leva. Una sentenza che, dunque, va oltre il profilo economico e che, secondo i giudici, riconosce anche il danno umano e relazionale provocato dalla perdita di un padre alla figlia.
Dalla leva militare alla malattia La storia di M.R. inizia negli anni Sessanta quando presta servizio come lagunare nell'esercito italiano. Sono anni in cui l'amianto è ampiamente utilizzato nelle strutture militari, nei mezzi, nelle dotazioni e nei materiali impiegati quotidianamente dal personale. Una presenza diffusa e spesso invisibile, in un'epoca in cui i rischi legati all'esposizione alle fibre non venivano adeguatamente comunicati e non erano previste efficaci misure di protezione. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, durante il servizio il militare M.R. partecipò ad attività di manutenzione e movimentazione di materiali contenenti amianto. Terminata l'esperienza nell'esercito, tornò alla vita civile e cambiò completamente settore lavorativo. Come ha ricordato la figlia a Fanpage.it, dopo la leva "ha fatto l'infermiere, lavorava in ospedale". Così, per decenni nulla ha mai lasciato presagire le conseguenze di quell'esposizione. Il mesotelioma pleurico, infatti, è una patologia caratterizzata da tempi di latenza molto lunghi. Possono trascorrere anche decenni tra il contatto con le fibre e la comparsa dei sintomi. E quando questi si manifestano, spesso la malattia è già in fase avanzata.









