<p>Le<a href="https://www.milanofinanza.it/news/ferrovie-donnarumma-verso-le-dimissioni-dalla-carica-di-ad-e-dg-di-fs-dopo-l-incontro-con-salvini-202606251304541892"> imminenti dimissioni di <strong>Stefano Antonio Donnarumma</strong></a> dalla guida del <strong>Gruppo Fs</strong> aprono il fronte del rimescolamento nella governance del colosso ferroviario.

Facendo intravedere, tra le pieghe della scelta, anche il ruolo che la componente politica ricopre dentro il gruppo. </p> <p> </p> <p>Se è vero che le Ferrovie non possono andare avanti senza una guida, considerando i numerosi cantieri da realizzare e i lavori alle reti già programmati in estate, dall’altra parte la nomina del successore potrebbe rappresentare una importante occasione per la <strong>Lega</strong> di mantenere un presidio in Fs senza passare per l’incognita elezioni. </p> <p> </p> <p>Anche per questo motivo, secondo quanto appreso da<em> MF-Milano Finanza</em>, sia il <strong>Mef</strong> guidato da <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> che il <strong>Mit</strong> di <strong>Matteo Salvini</strong>, puntano ad un rapido <strong>rinnovo del consiglio di amministrazione</strong> nel più breve tempo possibile, probabilmente senza andare oltre la prima decade di luglio. </p> <p> </p> <p>Il board ha come scadenza naturale l’<strong>approvazione del bilancio 2026</strong> e la sua rielezione, nel 2027 appare troppo lontana per affrontare le tante emergenze.