Il caso.27 giugno 2026 alle 00:14L’Arnas aveva già previsto gli acquisti In serata l’annuncio: «Impianto operativo»

L’acquisto urgente di 130 ventilatori, bottigliette d’acqua – razionate e chieste con anticipo – e pellicole oscuranti sui vetri. Con un’ipotesi da paura: il rinvio delle visite oncologiche per i più fragili. Al Businco e al San Michele (il Brotzu, per tutti) all’emergenza caldo si fa fronte con soluzioni d’emergenza e non certo innovative. Perché il guasto al sistema dell’aria condizionata ieri mattina sembrava così grave da non far intravedere il ritorno alla normalità nel breve periodo. All’orizzonte c’era una nuova giornata di sofferenze aggiuntive per i pazienti. Poi, nel tardo pomeriggio, la svolta è arrivata sotto forma di comunicato dell’Arnas: «L’impianto è tornato regolarmente operativo in tutta la struttura». Emergenza finita. Per adesso.

Eppure fino a qualche ora prima, con una direttiva interna si ipotizzava «come extrema ratio», di «riprogrammare l’accesso dei pazienti che non abbiamo nocumento nel loro percorso di diagnosi e cura, in una giornata in cui il problema sia verosimilmente risolto o, almeno, mitigato dalla completa applicazione delle misure».

Questo perché da settimane pazienti oncologici in attesa di chemioterapia e dipendenti (medici, infermieri e oss) fanno i conti con temperature elevate nei reparti. Una situazione diventata insopportabile negli ultimi giorni a causa della cappa d’afa che ha avvolto Cagliari. Un patimento (ulteriore) ingiusto per i malati. Le lettere di protesta non avevano sortito effetti. L’esplosione del caso sulla stampa ha portato all’ispezione dei carabinieri del Nas e degli specialisti dello Spresal della Asl, che giovedì sono rimasti al Businco per quasi tutta la giornata. Ed ecco che le comunicazioni interne dell’Arnas rivelano “strategie” improvvisate e origine del problema.