Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa terra trema ancora in Venezuela, dopo il terremoto che il 25 giugno ha ucciso probabilmente migliaia di persone, ha devastato il paese e ha messo in ginocchio una popolazione già stremata per gli effetti del blocco economico di lunga durata degli Stati Uniti contro il regime guidato da Hugo Chavez prima e Nicolàs Maduro poi. Scosse sismiche di magnitudo pari o superiore a 4,4 sono state registrate nella mattinata del 26 giugno, ora italiana, e il numero dei dispersi cresce di ora in ora, mentre diminuiscono le speranze di trovare persone ancora vive: si era parlato di 15 mila, poi di 20 mila, fino ad arrivare a oltre 50 mila. Ovunque, nelle zone colpite, si scava con qualsiasi mezzo per liberare dalle macerie i corpi delle vittime o gli scampati al disastro ancora in attesa di soccorso. Mancano però mezzi, trattori, bulldozer, pale meccaniche e qualsiasi altro strumento che consenta di intervenire senza provocare nuovi crolli e nuovi morti. Mancano anche ambulanze, medicine, ospedali e personale. Per ora il bilancio della tragedia segnala 920 vittime e 2980 feriti, ma i numeri comunicati dalla presidente Delcy Rodriguez purtroppo sono destinati a salire. L’Onu ha annunciato che sono in arrivo mille soccorritori da tutto il mondo, e un «team avanzato» della Protezione civile italiana è partito il 25 giugno alla volta di Caracas, dove lavorerà in collaborazione e con le autorità venezuelane in vista del decollo dall’Italia di due voli che trasferirà nel paese sudamericano medici e operatori del Servizio Sanitario Nazionale, Vigili del Fuoco, materiale sanitario e farmaci. La Farnesina segue da vicino gli sviluppi della situazione per i 3 mila italiani che vivono nell’area più vicina all’epicentro del terremoto, e anche per i 65 mila connazionali in tutto il territorio venezuelano. Maria Teresa Del Re, consigliera dell’Unità di crisi della Farnesina che seguirà la partenza della missione italiana dall’aeroporto di Pratica di Mare, ha spiegato all’Ansa che «la situazione è molto complicata e le operazioni di soccorso procedono lentamente», ha confermato il decesso di una persona italo-venezuelana e non ha escluso la possibilità che ci siano altre vittime tra gli italiani. Sono tre gli italo-venezuelani morti, 5 quelli feriti e 35 i dispersi, ha detto Tajani. In serata si è saputo che grazie all’invio di alert via Sms agli smartphone, moltissime persone si sono salvate.