Si apre con un bibimbap fumante in homepage. Il riso lucido, il rosso vivo del gochujang, l'uovo a occhio di bue ancora morbido al centro — la fotografia è perfetta, da far venire l'acquolina anche a chi ha appena cenato. Sotto, una scritta poco rassicurante: "sconto del 50% su ogni ordine, per sempre". Più sotto ancora, il motivo per cui quello sconto non costerà mai nulla a nessuno: il cibo, qui, non arriva. Mai. È il principio fondante di FoodNeverComes, il sito coreano diventato in poche settimane il caso di studio più citato di un fenomeno digitale che si è guadagnato un nome tutto suo: i "dopamine sites". Il menù che non sazia è dentro la cucina immaginaria che ha conquistato la Corea (e non solo), in un ristorante che di fatto non esiste.
La genesi del fenomeno non ha nulla di aziendale. Il creatore, un ingegnere software sudcoreano conosciuto online con lo pseudonimo Malhee, ha raccontato sui social di aver concepito l'app durante una di quelle notti in cui continuava ad aprire e chiudere app di delivery senza ordinare nulla non per fame, ma per abitudine. Tutto è iniziato come uno scherzo - ha raccontato in un post - ma soddisfare quella voglia di ordinare qualcosa si è rivelato strano quanto appagante, senza ordinare davvero. Il pubblico? "Chiunque voglia smettere con le app di delivery ma non ci riesca, chi è a dieta ma continua ad aprirle, o semplicemente chi vuole provare un'app bizzarra". Tutti benvenuti, insomma.









